Commento:
Vi sono lesioni infettive intracraniche occupanti spazio che provocano cefalea, diverse dagli ascessi cerebrali o dagli empiemi subdurali. Dal momento che la fisiopatologia di tali lesioni è varia e che studi sistematici volti a classificare queste cefalee sono inadeguati, in questa Appendice vengono forniti solo criteri diagnostici putativi.
Criteri diagnostici:
-
Cefalea con almeno una delle seguenti caratteristiche e che soddisfi i criteri C e D:
- dolore continuo diffuso
- aggravata dagli sforzi
- accompagnata da nausea e/o segni/sintomi neurologici focali
- Evidenza di una lesione infettiva o infestazione intracranica occupante spazio, rivelata dalle indagini neuroradiologiche e/o di laboratorio
- La cefalea si sviluppa nel corso dell’infezione o dell’infestazione intracranica occupante spazio
- La cefalea si risolve entro 3 mesi1 dal trattamento efficace della lesione
Nota:
- La cefalea in genere si risolve entro 1 mese.
Commento:
I meccanismi responsabili di questa cefalea sono rappresentati dall’effetto di occupazione dello spazio da parte di una lesione, con conseguente ipertensione intracranica e/o irritazione delle strutture meningee o arteriose.
Gli organismi che più comunemente causano malattie occupanti spazio del sistema nervoso centrale, di tipo granulomatoso o cistico, sono micobatteri, miceti (per es., Cryptococcus neoformans e altri), Toxoplasma gondii, amebe libere, cestodi (per es., Cysticercus cellulosae, Coenurus cerebralis, Sparganum spp.), nematodi (per es., Toxocara canis, filarie linfatiche, Onchocerca volvulus, Anisakis spp.) e trematodi (per es., Schistosoma spp., in particolare Schistosoma japonicum e Paragonimus spp.).





